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Bellaria formato trasferta: pregi e difetti dei prossimi avversari dei rossoneri
15/01/2010 08:57
Meglio dei pirati dei caraibi: fuori dalla zona play-out con 23 punti, la maggior parte dei quali raggranellati lontano da casa dove non perde dallo scorso settembre (3-0 a Nocera). Ecco a voi il Bellaria di Lamberto Zauli, ex "Zidane de no' altri" che risiede da anni a Fano (è sposato con una fanese), che può vantare presenze e gol in A, B e C con Vicenza, Bologna, Palermo, Sampdoria, Ravenna e Fano (dove partì la carriera nel '91-'92) e che oggi è l'allenatore non ufficiale del Bellaria.
Questione di patentino: il mister è Pregnolato, ex bomber di provincia, l'anno scorso alla guida della Berretti romagnola. Zauli lavora nell'ombra in attesa dei galloni della Lega. La decisione del talento cresciuto nel Cesena è maturata nel corso della passata annata: Zauli, a 38 anni, ha giocato la sua ultima stagione nel Bellaria e il Bellaria si è salvato solo grazie all'arrivo in panchina di Massimo Gadda.
Una stagione sofferta che ha partorito, nella dirigenza, un secco cambio di rotta seguendo la moda che la scorsa estate andava per la maggiore: il tecnico a gavetta zero, stile Ferrara, Leonardo o, se ti va di lusso, Guardiola. Il Bellaria è camaleontico è partito con il 4-4-2 ma spesso, anche a partita in corso, è passato al 4-3-3, al 4-3-2-1, al 3-5-2 e al 5-3-1-1 con due mediani sempre pronti all'inserimento. Pregnolato dice che "nel lavoro di Zauli, che si sta dimostrando preparatissimo, si vedono gli insegnamenti che ha avuto soprattutto lavorando tanti anni con Guidolin".
Il peggior attacco del campionato si spiega per l'assenza di un giocatore di spessore, esperto, lì davanti e di un centrocampo più abile a rompere che a costruire (con Briglia, Tacchinardi e Brighi, fratello del Brighi romanista, che ne è il perno). Il canadese scuola Milan (il suo talent scout fu Evani, attuale mister del San Marino) Uccello è apparso quasi sempre troppo isolato (quando ha giocato), in attacco, nonostante l'ispirato quanto altalenante piede di Elia.
Il Bellaria è una squadra abile a ridisegnarsi - per quanto visto fino ad ora - in base all'avversario, capace quindi di imporsi con un 4-3-3 (in Coppa Italia ha sempre giocato così: notevole la prestazione con vittoria sul San Marino per 3-0), stupire (positivamente e negativamente) con il 3-5-2 e chiudersi a riccio con un 3-5-1-1 molto simile in fase difensiva a un 5-3-1-1. Parole d'ordine: gioventù ed entusiasmo. A cominciare dalla panchina, che la società ha deciso di affidare alla coppia Pregnolato - Zauli, ex compagni a Ravenna e in perfetta sintonia tecnica per questo inedito debutto.
Il ventiseienne Brighi è il veterano, al pari dei due difensori centrali: il venticinquenne Camillini (a inizio stagione spesso fuori per scelta tecnica) e del ventiquattrenne Paganotto. Per il resto tutti giovanissimi di belle speranze, frutto di accordi importanti con società di prestigio del panorama nazionale, e qualche gioiello del settore giovanile. A proposito di figli d'arte si segnala Simone Camolese, figlio del tecnico Giancarlo. Classe 1988, si tratta di un esterno difensivo che ha militato nelle ultime due stagioni nel girone A di serie D, prima nel Derthona e lo scorso anno nel Cuneo. In attacco, nelle ultime partite, i titolari sono stati Crisci e Pedalino. In porta il nazionale sammarinese Simoncini.
Gianluca Murgia