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Giovannini e l'equazione promozione: "Undici punti nelle prossime 5-6 gare e sarā fatta"
05/02/2010 11:10
Difficile che si fermi o si rilassi. Paolo Giovannini è una molla, uno
di quelli che basta guardare in faccia un attimo per capire che almeno
i suoi pensieri non conoscono soste. Il calciomercato è alle spalle e,
complice la sosta del campionato, il diesse rossonero prova almeno a
gustarsi il momento: "E' un periodo di maggiore serenità, che nasce
dalla consapevolezza di aver fatto tutto quello che volevamo fare. Dal
mercato, dove abbiamo fatto quello che ci eravamo prefissi, al
campionato, dove la squadra ha raccolto punti importanti e allungato la
distanza che la separa dalle inseguitrici".
Obiettivi di breve periodo dunque raggiunti?
"Sì,
la serenità viene proprio dal vedere che questi obiettivi di periodo
sono stati raggiunti. I ragazzi e il mister sono stati splendidi:
gustiamoci questi attimi, la vita non è detto ne conceda tantissimi, e
poi rituffiamoci con ancora maggiore convinzione verso i prossimi
obiettivi".
Che saranno?
"Parlo a titolo personale: fare nelle
prossime 5-6 gare undici punti tenendo lontano il Prato che continuo a
ritenere il nostro principale avversario. A quel punto, arrivando a
quota 60 in classifica, sarebbe praticamente fatta. Se arriviamo a
quella quota, la Lucchese non avrà più ostacoli. A quel punto gli stessi ragazzi si
meriterebbero di tirare un po' il fiato e la società potrebbe misurare
il valore di chi sinora ha giocato meno".
Torniamo per un attimo al passato: il calciomercato è ormai alle spalle.
"Abbiamo
centrato gli obiettivi che ci eravamo prefissi grazie ai risultati sul
campo e alla scelte societarie fatte a dicembre nei confronti miei e di
tutto lo staff che hanno infuso tranquillità e ulteriore fiducia. Tutto
questo ci ha facilitati nella campagna acquisti, uso il plurale perché
è un lavoro di gruppo, non soltanto mio. E mi pare che i nuovi si siano già inseriti bene".
L'inserimento dei nuovi dunque procede nel modo giusto?
"Credo
che se si chiedesse, già ora, a Potenza dove vorrebbe essere il prossimo
anno, risponderebbe a Lucca. Moriconi si era già allenato con noi e non
è una novità; per quello che ho visto, i segnali sono buoni anche per
Pennucci".
Lucchese a parte, che mercato è stato?
"Il mercato
di gennaio, specie per le squadre di serie C, è un mercato fatto quando
ci sono pochi soldi, ancora meno che in estate. Ecco dunque che si assiste ad una girandola di
scambi, a volte forzati, che molto spesso non portano novità positive:
quando le cose non vanno, è difficile invertire la rotta nel mercato
invernale".
Chi ritiene si sia mosso con maggior abilità?
"Se
devo fare un nome, faccio quello del ProVasto, che ha cambiato molto,
che viene da una situazione societaria non semplice, ma che ha un
presidente giovane, voglioso di fare bene, carico di entusiasmo che ha
provato a rinforzare la sua squadra con grande volontà".
Il campionato, per la Lucchese, ripartirà da Celano.
"Fatti
i debiti scongiuri, rilevo che alle riprese del torneo, da due anni a questa
parte, la Lucchese non ha fallito un appuntamento. Vincere in Abruzzo e poi,
dopo sette giorni, con il Gubbio vorrebbe dire mettere ben più di
un'ipoteca, proprio per il ragionamento fatto prima: a quel punto,
nelle successive quattro gare basterebbero una vittoria e tre pari per
arrivare ai 60 punti di cui si discorreva. Sarebbe davvero un bel
premio per questi ragazzi".
Ultima domanda: il modulo, a suo
avviso, è sempre da riproporre, oppure le avversarie rischiano di
incominciare a prendere le misure?
"No, questo modulo, con le
correzioni del caso, deve a mio avviso essere riproposto in almeno il
50% delle prossime gare. Ci ha dato punti, ci ha rilanciati, ma
soprattutto ci ha consentito di giocare bene al punto che i tifosi si
divertono non solo a vincere, ma anche a vederci giocare. E poi lo
stesso mercato invernale è stato impostato sulle, diciamo, quattro
punte e sulla conferma della difesa a tre".
Fabrizio Vincenti