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Mirko Pennesi e la scelta giusta: "Felice di essere qui, in un gruppo vincente e in una cittā davvero bella"
17/02/2010 15:26
E' arrivato da poche settimane, ma, parole sue, l'ambientamento sta
procedendo a gonfie vele. Mirko Pennesi è approdato a Lucca nella
trattativa che ha portato Gianmarco Lenzi a Ascoli. Un portiere in
cambio di un altro portiere, con la speranza che il vantaggio sia reciproco. Cresciuto calcisticamente
nella Ternana, è a Ascoli che Pennesi ha iniziato a conoscere da vicino il
calcio professionistico.
"A Terni ho fatto tutta la trafila: dagli
esordienti alla Primavera, ma l'approdo nel calcio dei grandi è
avvenuto con il mio passaggio all'Ascoli, due stagione e mezzo fa. La
società bianconera mi ha prima preso in comproprietà e poi acquisito
del tutto la scorsa estate".
Con l'Ascoli ha fatto tante panchine ma anche l'esordio in serie B.
"Il
primo anno sono stato principalmente con la Primavera, lo scorso
campionato invece ho collezionato parecchie panchine e una presenza in
campionato, sia pure per pochi minuti".
All'ultima di campionato, contro il Livorno.
"Sì,
una gara che abbiamo perso 3-2. A un certo punto ho iniziato a sperarci
perché il mister aveva effettuato solo due sostituzioni e poi perché da
Cittadella, dove attendevamo il risultato di un'altra gara, arrivavano
notizie positive. Ma mi son trovato in campo senza nemmeno rendermene
conto. L'ho realizzato solo dopo che avevo esordito in serie
B".
Quest'anno invece com'è partito?
"Ho disputato solo alcune
gare nella Primavera, ma stavano puntando su un portiere più giovane.
Poi siamo arrivati a gennaio...".
Ed è uscito il nome della Lucchese.
"Inizialmente
me lo hanno detto i miei compagni e ho iniziato a leggerlo sui
giornali, solo verso metà gennaio i miei procuratori mi hanno detto che
c'era un interesse concreto della società rossonera. Da subito ho dato
la mia disponibilità. Speravo davvero di arrivare qui".
Aveva preso informazioni sulla Lucchese?
"La
piazza è naturalmente conosciuta e considerata importante e poi ho
avuto notizie positive da un po' tutti quelli che ho avuto modo di
contattare, a partire da Simone Masini che lo scorso anno era con me a
Ascoli e che ho subito chiamato: mi ha parlato benissimo
dell'ambiente, della società, della città".
Impressioni confermate di persona?
"Assolutamente sì. La città è davvero bella e squadra e società sono serie, molto serie".
Cosa l'ha colpita della Lucchese?
"Più
di tutto la mentalità vincente, ma questo un po' lo immaginavo essendo
una squadra che sta vincendo da due anni. Oltre a questo mi ha colpito
la capacità di fare gioco, come questa squadra sa far girare la palla".
Negli allenamenti c'è molta diversità rispetto a quanto faceva nella squadra bianconera?
"Il
lavoro è indubbiamente diverso, e del resto non va dimenticato che ad
Ascoli ero il terzo portiere e quindi meno caricato di lavoro. Poi
giocavamo il sabato e anche questo era una piccola differenza. Infine
qui gli allenamenti sono più intensi ma più vari: allenamenti sulla
sabbia, in piscina, ad Ascoli invece l'attività era più circoscritta al
campo di gioco. Faccio maggior fatica, ma sono convinto che questo
lavoro con Quironi me lo ritroverò".
Lei, comunque, è già pronto, se chiamato in causa?
"Certo,
ho avuto la fortuna di arrivare durante la sosta e quindi di avere un
po' più di tempo a disposizione. Quando e se il mister vorrà io ci
sono".
Un suo pregio e un suo difetto da portiere.
"Pregio le palle alte, difetto le uscite a terra".
Del campionato di Seconda Divisione che impressione si è fatta in queste prime gare?
"E'
un campionato dove c'è molta forza, molto agonismo e dove c'è poco
tempo per pensare con la palla al piede. In serie B ti fanno ragionare
un po', qui no. E comunque ho visto anche giocatori di qualità non solo
di quantità".
Fabrizio Vincenti