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Magnani stende il Pisa: "Gran bella soddisfazione, ho ricevuto tante telefonate di tifosi rossoneri. Io e la la Lucchese? Con il senno di poi..."

16/02/2010 08:52

In molti, ieri mattina, hanno sorriso. Doppiamente. Perché un'occhiata alle categorie minori e maggiori dove sono le rivali storiche della Lucchese, i tifosi rossoneri la danno. Magari qualcuno lo negherà, ma la sbirciatina di soppiatto, mentre si gusta il caffè della mattina al bar viene data. Eccome se viene data. I nomi sono i soliti: Livorno, sempre più irraggiungibile, Fiorentina, per il gusto tutto toscano che vada loro male nonostante la differenza abissale, Spezia, Viareggio, Pisa. Già, Pisa. Che per uno strano destino sembra seguire le orme dei rossoneri con un anno di ritardo. Domenica scorsa i nerazzurri sono stati atterrati in casa. Lo sgambetto è arrivato dal Rosignano - eh, sì, la dura realtà della serie D - e lo ha siglato una vecchia e cara conoscenza. Antonio Magnani. Minuto 42. Calcio di rigore sotto la curva Nord del tifo pisano. Magnani va sul dischetto. Tiro a mezz'aria che il portiere intuisce, ma non trattiene. E' il gol che decide l'incontro. Per il sorriso beffardo e imbevuto nel campanile di molti lucchesi. Per la gioia di un ragazzo pulito che in carriera ha raccolto sinora meno di quanto meritasse.

Magnani, una bella soddisfazione dopo tante amarezze.
"Ho ricevuto un sacco di telefonate da parte di tifosi rossoneri che mi hanno fatto i complimenti. Non nego che mi ha fatto un gran piacere. Certo, averlo realizzato con la maglia della Lucchese sarebbe stato ancora più bello, ma mi ha datolo stesso una soddisfazione particolare. Davvero bello".

A Pisa era schierato da difensore: un'evoluzione tattica?
"Da qualche gara abbiamo problemi in difesa e il mister mi ha chiesto di spostarmi indietro. Non abbiamo preso gol e eccomi qua arretrato anche se le sgroppate sulla fascia le provo a fare lo stesso. Mi sto alternando tra centrocampo e difesa".

Com'è arrivato a Rosignano? A un certo punto sembrava vicino alla Pistoiese di Di Stefano.
"Con la Pistoiese non ci siamo trovati e con Di Stefano ho avuto un colloquio franco ma con esito negativo. Dopo che era sfumato il passaggio tra gli arancioni, mi sono allenato con il Prato, ma anche lì non ci siamo trovati. Io peraltro ero reduce da un problema fisico e non ho reso al meglio".

E Rosignano?
"Conoscevo, perché ci ho giocato insieme, uno dei due direttori sportivi che mi ha chiesto di provare a venire qui. A me bastava trovare un ambiente dove poter giocare a calcio senza dover pensare ai problemi societari: a Rosignano è possibile".

Ma è anche parecchie categorie sotto il suo standard abituale.
"Vero, è stata la difficoltà maggiore calarsi in un campionato simile, è una difficoltà che provo a superare giorno per giorno. In C1, anche se la società ha problemi economici, sei su un certo tipo di palcoscenico. Spero, lavorando duro, di riuscire a tornarci prima o poi".

Gli ultimi anni sono stati a dir poco travagliati.
"Con una battuta si può dire che sono passato dalla padella alla brace. A San Benedetto, oltre ai problemi societari siamo riusciti a retrocedere pure sul campo ai play out. Davvero un'annata complicata, ma che mi ha comunque arricchito. Le esperienze arricchiscono sempre".

Domanda inevitabile: pentito di non aver accettato l'offerta di Giovannini per rimanere nella nuova Lucchese in serie D due estati fa?
"Con Giovannini ho avuto modo di riparlarne di recente, e del resto sono in molti quelli che mi hanno fatto questa domanda. La risposta è: sicuramente sì. Ma va anche detto che quando ho fatto quella scelta ero già arrivato a San Benedetto, che a Lucca c'era ancora molta incertezza, che ero stanchissimo da un punto di vista mentale perché quella maledetta estate mi ha davvero provato. Sono di mio abbastanza ansioso e l'idea di ritrovarmi in una situazione che non era definita mi ha condizionato. Poi è finita come è finita. Ecco, forse avessi avuto qualcuno che mi avesse consigliato e fatto riflettere senza lasciarmi guidare dall'impulso sarei rimasto a Lucca. Ma ormai è andata così. Di sicuro posso guardare i tifosi rossoneri a testa alta perché ho sempre dato il massimo con quella maglia"

E la Lucchese la segue?
"La seguo, ovvio. Sono e resto suo tifoso. Due settimane fa, sfruttando una sosta del campionato di serie D, sono venuto anche allo stadio con l'Itala San Marco: sono sicuro che vincerà senza problemi il campionato, un po' come farà il Pisa in quello in cui milito io".

Magani e il futuro.
"Nel futuro spero di trovare qualcuno che mi consigli e che faccia il davvero il mio bene e spero di chiudere al meglio il campionato nel Rosignano. Poi vedremo se qualcuno, da qualche parte, avrà bisogno di me. Una cosa è certa: sono sempre pronto a mettermi in gioco".

Fabrizio Vincenti

 

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