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Intervista a Giuliano Giuliani: "Domenica voglio vedere le scintille. Appello al pubblico? Quando in trasferta ci sono più di 400 tifosi che appello vuoi fare? I tifosi ci sono sempre vicini, mi dispiace solo che non li abbiamo ripagati di tanto affetto"
03/03/2010 11:10
Il presidente della Lucchese Libertas 1905 - per chi ha la memoria corta colui il quale, con l'architetto Valentini di Prato, ha ricomprato il marchio della società ormai fallita, che l'ha riportata in serie D poi in C2 e, adesso, ci auguriamo, in C1 - non ha una... casa. Pur essendo imprenditore edile e, quindi, costruttore di abitazioni, la maggior parte del suo tempo la trascorre in auto, sulla sua Audi, in giro per la provincia e, spesso, anche fuori. Quindi, quando uno lo chiama al telefono, settanta volte su cento si sente rispondere con l'invito a richiamare non appena sarà uscito da una galleria o arrivato in una piazzola di sosta o, meglio ancora, quando si è infilato l'auricolare previsto dal codice della strada. Ecco, quando Giuliani è in viaggio per affari capita anche che le incazzature domenicali diventino un episodio di costume e che la rabbia lasci il posto alla battuta e alla simpatia. Dopo San Giovanni Valdarno l'esplosione, comprensibile, aveva scosso l'ambiente. Ora, dopo un paio di giorni, la situazione è tornata alla sua oggettiva portata e anche lui, il presidente della ripartenza e della rinascita, può affrontare più serenamente presente, passato e futuro.
Presidente, passata l'incazzatura?
"Non vi confondete. Posso essere incazzato, ma come qualunque persona di buon senso lo sarebbe stata dopo aver visto la partita. Perché ho visto una squadra che non mi è piaciuta per nulla e che solo negli ultimi venti minuti ha provato a reagire. Si può anche non vincere, ma la verve, l'impegno, quelli non devono mancare. Invece ho visto una squadra apatica, che negli ultimi venti minuti ha provato, ma in maniera confusionaria, a fare quello che avrebbe dovuto fare dall'inizio".
Sconfitta meritata quindi?
"Non ci meritavamo il pareggio, loro ci hanno presi a pallonate per tutto il primo tempo. Noi abbiamo dormito, siamo stati irriconoscibili".
Se la Lucchese rallenta non è che le altre si mettano a correre. Se non sbaglio ci sono sempre sei punti di vantaggio sulla seconda.
"Sei punti sono tanti però il discorso è il gioco. La promozione si ottiene a 62, 63 punti e quei 12, 13 punti che ci mancano li dobbiamo fare. Se non giochi come sempre i sei o gli otto punti non contano. Così com'è ora la Lucchese, e la cosa mi consola, è troppo brutta per essere vera. E' la peggior Lucchese da quando ci sono io".
Come accadde in serie D, quando, all'inizio, dopo due sconfitte consecutive, vi riuniste in tre, lei, Favarin e Giovannini per analizzare il momento, immagino abbiate fatto la stessa cosa lunedì.
"Noi ci parliamo costantemente. Ho visto i ragazzi stanchi. Noi analizziamo cosa è accaduto, con calma e serenità".
Ma lei che idea si è fatto per giustificare quello che è avvenuto domenica pomeriggio?
"E' bene che le idee se le facciano gli addetti ai lavori. Io ho solo detto che la squadra mi è parsa molto stanca e importante è capire il perché".
Colpa del preparatore atletico? Eppure fino a qualche domenica fa se ne tessevano le lodi.
"Il preparatore atletico non è un mago. Gli faccio i complimenti quando se lo merita, metto il dito quando credo sia opportuno".
Tutto sbagliato, quindi, tutto da rifare?
"Assolutamente no. Dico soltanto che ho notato scarsa attenzione in campo, nessuna idea, né gioco. Tutto sembrava difficile. Con il Gubbio avevo visto una buona Lucchese e il loro pareggio era arrivato su una punizione strana e sfortunata. Avevamo, però, avuto anche tre o quattro occasioni da rete. Con la Sangiovannese, invece...".
Tutti, però, vanno a rilento.
"Vero. E' un momento molto alle basse per tutto il girone. Il Gubbio e il Prato hanno perso in casa, il Fano ha pareggiato sbagliando un rigore, lo stesso San Marino va a corrente alternata".
E domenica arriva al Porta Elisa la Pro Vasto.
"E sarà una finale. Domenica voglio vedere le scintille. Dopo la gara con la Sangiovannese ero risentito, Si può anche perdere, ma con l'onore delle armi".
Proprio non riesce a digerirla la sconfitta con la Sangio. Ma non salva proprio nessuno dei suoi?
"No, non salvo nessuno. La Sangiovanneseè una buona squadra, ma niente di più. Ho detto quello che avevo visto e cioè che lo spettacolo non mi era piaciuto. E avevo ragione".
Se il calcio offre qualche delusione, il rifacimento del Porta Elisa, al contrario, procede bene.
"Come avevo già detto, esiste una tabella messa a punto dall'amministrazione comun ale che, per adesso, è pienamente rispettata. Noi siamo soddisfatti di come stanno procedendo le cose. Con l'impegno formalizzato giorni fa per fare, entro settembre, della variante urbanistica, siamo a buon punto e non c'è motivo di dubitare".
Per domenica non sarà il caso di rivolgere un appello al pubblico e alla città?
"Un appello al pubblico dopo che in trasferta sono venute più di 400 persone? Non scherziamo, i tifosi ci sono stati e ci saranno sempre vicini. Certo, contro la Pro Vasto il pubblico dovrà essere il dodicesimo uomo in campo. Sarà un test importante, voglio vedere una squadra che rinasce. Mi dispiace che domenica non abbiamo ripagato tanto affetto nei loro confronti.
Aldo Grandi