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Dici Braglia e il pensiero vola a...

11/11/2008 08:38

Dici Braglia e ti vengono subito in mente immagini come questa, a fine gara contro il Pescara, gol di Masini dopo otto minuti di recupero: vera, bellissima, esemplificativa oltre ogni dichiarazione post-gara. Dici Braglia e ripensi a quello che avrebbe potuto essere e non è stato, a quella conferenza stampa sulla Pesciatina nel corso della quale Silvio Giusti, nuovo direttore sportivo, presentò colui che Fouzi Hadj voleva a tutti i costi sulla panchina rossonera. Peccato che, in occasione della partita contro la Sangiovannese, allenata proprio dal tecnico maremmano, avesse giurato e spergiurato che mai e poi mai un allenatore simile, che faceva sparire i palloni, non si sarebbe mai seduto sulla panchina della Lucchese. Già allora, di fronte a questi repentini cambiamenti, avremmo potuto e dovuto - e qualcuno, forse, lo fece - dubitare della sincerità e dell'onestà intellettuale del presidente rossonero, ma anche quella clamorosa inversione di rotta fu vista come l'ennesima boutade del personaggio Fouzi Hadj, guascone e simpatico come è sempre apparso.

Dici Braglia e pensi alla sincerità di una persona che non è mai stato un santo, ma nemmeno il diavolo in persona, che ha i suoi difetti e anche i suoi limiti, ma anche qualche pregio, a cominciare da quello che lo ha visto schierarsi, nei momenti difficili, con i suoi giocatori. E a niente vale aggiungere che lui era un dipendente della società: davanti al campo concimato male e alle caldaie che non funzionavano perché non c'erano i soldi per pagare il tecnico, di fronte agli stipendi non pagati e agli assegni cabrio, Pierino la Peste ha sempre scelto da che parte stare, a costo anche di rimetterci la faccia. E a chi sostiene il contrario bisognerebbe spiegare che non sta scritto da nessuna parte che il silenzio sia sempre una virtù e il dire sempre ciò che si pensa un difetto imperdonabile.

WWW.gazzettalucchese.it aveva scelto, sin dall'agosto 2007, dal momento, cioè, della sua nascita, di puntare su Piero Braglia mettendolo alla prova domenica dopo domenica. Dicendo a chiare lettere a quell'allenatore che a Pisa aveva furoreggiato, che durante la stagione avrebbe dovuto ricordarsi - senza mai dimenticarlo - che in questa Lucchese targata Fouzi Hadj lui era e rappresentava l'unico vero valore aggiunto, poiché il marasma causato dal businessman sirio-armeno era già diventato uno spauracchio sempre più prossimo alla fine. Ecco, forse l'unica consolazione dopo tanto soffrire è stata quella di aver dato fiducia a un tecnico che, sicuramente, ha commesso svariati errori, sia tecnici sia, talvolta, comportamentali, ma che ha sempre pagato di persona. E se a qualcuno è parso troppo prudente o troppo furbo, bisognerebbe provasse a immaginarsi cosa vuol dire lavorare in mezzo a un gruppo ossessionato dalla paura di non ricevere lo stipendio alla luce, soprattutto, delle promesse ricevute a inizio campionato e nonostante il tam-tam dei mesi precedenti che annunciava tempesta sulla società di Fouzi Hadj.

Braglia è salito in serie B, e con lui anche Nocentini e Guidi. E non sono i soli. A Frosinone Pierino la peste sta facendo il massimo con il minimo, in una piazza sicuramente entusiasta, ma non altrettanto blasonata come quella della Lucchese Libertas 1905. Alzi la mano chi, in quei dodici mesi passati a soffrire le pene dell'inferno, non ha provato un forte sentimento di simpatia verso quell'allenatore capace di esultare e gioire dopo le due vittorie al cardiopalma a Pistoia e contro il Pescara al Porta Elisa. Piero Braglia non è uomo da mezze misure: o lo ami o non lo sopporti. E lui, del resto, fa poco e niente per essere amato, fa tutto o quasi per essere odiato. A lui, però, è legata una delle più belle, emotivamente parlando, stagioni degli ultimi anni in casa rossonera. Si può anche non vincere, ma divertire e far sperare. Questo, a dispetto di chi ha affossato la Lucchese Libertas 1905, non ce lo potrà togliere nessuno.

Questa premessa era necessaria anche se può apparire incomprensibile e inspiegabile fatta così, senza alcuna spiegazione preliminare. Ebbene, essa serve ad annunciare e introdurre un'intervista a tutto campo proprio a Piero Braglia, la prima dopo un lungo silenzio.

Gazzetta Lucchese

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